Santa Maddalena

2022

"In passato, quest’uvaggio tradizionale ottenuto dai due vitigni autoctoni Schiava e Lagrein, non solo rivestiva un ruolo di primo piano nella produzione vinicola altoatesina, ma era anche uno dei rossi più noti d’Italia. Questo vino, che prende il nome dal villaggio vinicolo di Santa Maddalena alle porte di Bolzano, con la sua eleganza e le sue note fruttate ha ancora oggi molti sostenitori, e sta tornando gradualmente in auge."
Rudi Kofler

Vino

Provenienza: Alto Adige - Italia
Denominazione DOC: Alto Adige
Varietà: 85 % Schaiva, 15% Lagrein
Annata: 2022
Resa: 63 hl/ha
Pendenza: 20 - 50 %
Altitudine: 300 - 600 m s. l. m.


Vinificazione

Vendemmia e selezione delle uve manuali. Diraspatura degli acini e successiva fermentazione lenta a temperatura controllata, e movimentazione delicata del mosto in cisterne d’acciaio inox. Fermentazione malolattica e affinamento per 7-8 mesi in botti di legno grandi. 

Dati tecnici

  • Gradazione alcolica: 13,0 %
  • Zucchero residuo: 0,8 g/l
  • Acidità totale: 4,7 g/l

Bicchiere suggerito

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Bicchiere Bordeaux
Temperatura di servizio: 12 - 14 °C

Abbinamenti semplici

Piatti altoatesini come affettati affumicati (speck e bresaola), ma anche carne salada di cervo con funghi sottolio e mousse di formaggio fresco, o manzo all’agro. Un'altra combinazione interessante è quella con le tagliatelle alla salsiccia, o col bollito misto in salsa verde su letto di patate al prezzemolo.

Informazioni sul riciclaggio

Verifica le disposizioni del tuo Comune
Capsula – C/ALU 90 – plastica/alluminio – raccolta alluminio e metallo
Tappo – FOR 51 – sughero – raccolta diff. per rifiuti organici
Bottiglia – GL 71 – vetro – raccolta vetro

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  • Descrizione del vino

    Colore: rosso rubino carico
    Profumo: Con un chiaro profumo fruttato che di primo acchito ricorda la bacca di sambuco e la ciliegia, affiancato da un aroma di mandorla amara e una sfumatura di violetta, il Santa Maddalena è un vino che nel naso convince molto.
    Sapore: Il gusto fruttato si ripropone anche al palato, ma più morbido ed elegante, dando a questo vino, insieme alla sua acidità equilibrata e livello tannico bassto unicità e classe.

  • Annata

    Il 2022 era iniziato con un inverno molto secco e mite. Poi, le basse temperature che erano seguite in primavera avevano ritardato la germogliatura, ma in maggio le giornate molto soleggiate hanno compensato il ritardo di crescita già prima della fioritura, che nei vigneti più precoci è iniziata a metà mese. Il bel tempo delle settimane successive ha fatto fiorire rapidamente le viti, tanto che alle quote più alte la fioritura è terminata già all’inizio di giugno. Per quasi tutta l’estate, le temperature torride e le precipitazioni scarse hanno ridotto di molto il rischio di infestazioni fungine, ma in compenso la siccità ha messo a dura prova la resistenza delle viti. Per fortuna, fra la fine di luglio e l’inizio d’agosto sono arrivate precipitazioni copiose e temporali che hanno riequilibrato il bilancio idrico delle piante, evitando così che l’uva subisse dei danni da siccità che ne avrebbero compromesso la qualità. A quel punto, c’erano tutte le condizioni per una vendemmia buona, che infatti nei vigneti più precoci è iniziata il 24 agosto, consentendo ai viticoltori di incantinare uve perfettamente mature ed estremamente sane, con un’acidità leggermente ridotta.

  • Invecchiamento

    Conservare in un luogo fresco dotato di temperatura costante e alta umidità ed esposto il meno possibile alla luce.
    Temperatura della cantina: 10 - 15 °C


  • Origine

    Pur essendo una delle più piccole fra le zone vinicole italiane, l’Alto Adige, grazie alla sua collocazione geografica adagiata lungo la cerniera fra la catena alpina e il Mediterraneo, è una delle più variegate. Il paesaggio vitivinicolo di oggi è frutto d’innumerevoli generazioni di vignaioli che hanno plasmato il territorio, coltivando la vite nelle zone climatiche più disparate, dai 200 ai 1.000 metri di quota. I vini che ne scaturiscono spiccano per il loro carattere, autentico e unico, con una chiara prevalenza dei bianchi: il 60 percento della superficie vitata, infatti, è coltivata a uve bianche, il 40 percento a uve rosse.

  • Clima

    Le guglie svettanti delle Alpi proteggono l’Alto Adige dalle correnti atlantiche più fredde provenienti da Nord, mentre verso Sud il territorio si apre agli influssi mediterranei. Queste caratteristiche orografiche fanno sì che l’escursione termica fra il giorno e la notte sia molto marcata, favorendo una maturazione elegante delle uve.
    Anche sul versante meridionale, diverse catene montuose, come il gruppo dell’Adamello, svolgono una funzione di schermo climatico, ed è per questo che le precipitazioni annuali sono solo un terzo di quelle registrate nelle Prealpi meridionali, mentre l’irraggiamento solare è più elevato. Queste peculiarità climatiche sono molto simili ad altre zone vinicole europee, come il Vallese in Svizzera. 
    In ciascuno dei trecento giorni di sole dell’anno, quando i primi raggi spuntano dietro le montagne a Est di Terlano, il sole è già alto all’orizzonte, poiché tutti i nostri vigneti sono orientati verso Sud e Sudovest. La bassa densità dell’atmosfera fa sì che l’irraggiamento solare diretto sia più intenso, mentre l’irraggiamento diffuso è minore, e questo fattore accentua le differenze fra i pendii soleggiati e quelli in ombra.

    Il microclima di Terlano
    Clima continentale (Cfa secondo la classificazione di Köppen-Geiger)

    Ore di sole: ø 2135/anno
    Temperatura massima: 38,2 °C
    Temperatura media: 12,9 °C
    Temperatura minima: -10,7°C
    Precipitazioni: ø 558 mm/anno
    Irraggiamento globale medio: 150,1 W/m²
    Venti:
    - Föhn da Nord: vento catabatico fresco e asciutto
    - Ora del Garda: vento di valle da Sud, aria risucchiata nella valli alpine dalla Pianura Padana