Schiava Grigia 2011

"Fin dal Medioevo, la Schiava prodotta in Alto Adige fu esportata nei conventi e nelle corti della Germania meridionale, e ancora oggi, grazie alla sua struttura elegante, al basso livello tannico e alla gradazione alcolica moderata, è un vino rosso assai apprezzato, soprattutto se abbinato ai piatti tipici altoatesini."
Rudi Kofler

Vino

  • Denominazione DOC: Alto Adige
  • Varietà: 100% Schiava Grigia
  • Storia della varietà: prima annata 1972
  • Annata: 2011
  • Bottiglie prodotte: 14.000
  • Resa: 63 hl/ha
  • Linea di qualità: I classici

Vinificazione

  • Descrizione:

    Vendemmia e selezione delle uve manuali. Diraspatura degli acini e successiva fermentazione lenta a temperatura controllata, e movimentazione delicata del mosto in cisterne d’acciaio inox. Fermentazione malolattica e affinamento per 7-10 mesi in fusti d’acciaio.

Zona di produzione

  • Stato: Alto Adige DOC
  • Zona di provenienza: Alto Adige
  • Altitudine: 250 - 900 m s. l. m.
  • Pendenza: 5 - 70 %
  • Orientazione: Sud - Sudovest

Carattere del vino

  • Colore: rosso rubino tenue
  • Profumo: Il melograno, la violetta e il profumo di mandorle o marzapane conferiscono alla Schiava grigia un bouquet molto fresco e ammaliante.
  • Sapore: Il sapore morbido, fruttato e vellutato, il retrogusto aromatico-salato, e la leggera componente tannica tipica di questo vitigno, fanno della Schiava grigia un vino rosso molto schietto e beverino.

Abbinamenti semplici

Si sposa bene con lo speck e le salsicce affumicate, ma anche con le tagliatelle di schüttelbrot al ragù di capriolo, gnocchetti di grano saraceno con speck e tarassaco, o mezzelune agli spinaci a base di farina di baobab ripiene di fonduta di formaggio di malga su crema di spinaci.

  • Annata

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    • Le condizioni climatiche del 2011 ci hanno costretto ad affrontare sfide impegnative. Infatti, nelle annate con condizioni meteorologiche tanto estreme, è di fondamentale importanza saper individuare il momento giusto per la vendemmia e questo momento varia da vigneto a vigneto.
      A un parile eccezionalmente caldo e secco, e un maggio piuttosto estivo, è seguito un giugno con temperature nella media e molta pioggia. Una primavera mite, che ha fatto spuntare i germogli una settimana prima del solito.
      "Anche grazie al clima autunnale ideale, tutto sommato l'annata è stata tra buona e molto buona", spiega l'enologo Rudi Kofler.

  • Terreno

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    • Pur essendo una delle più piccole fra le zone vinicole italiane, l’Alto Adige, grazie alla sua collocazione geografica adagiata lungo la cerniera fra la catena alpina e il Mediterraneo, è una delle più variegate. Il paesaggio vitivinicolo di oggi è frutto d’innumerevoli generazioni di vignaioli che hanno plasmato il territorio, coltivando la vite nelle zone climatiche più disparate, dai 200 ai 1.000 metri di quota. I vini che ne scaturiscono spiccano per il loro carattere, autentico e unico, con una chiara prevalenza dei bianchi: il 60 percento della superficie vitata, infatti, è coltivata a uve bianche, il 40 percento a uve rosse.
      Tra i vini bianchi si producono soprattutto Pinot bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, che insieme al Pinot grigio e al Traminer aromatico fanno dell’Alto Adige una delle zone italiane più vocate alla produzione di vini bianchi. I vini rossi, invece, spaziano dai vitigni autoctoni – il Lagrein e la Schiava – ai classici rossi internazionali come il Pinot nero, il Merlot e il Cabernet. Ma oltre alla varietà, l’Alto Adige vanta un livello invidiabile di qualità: il 98 percento di vini prodotti è classificato DOC, e in rapporto al territorio si registra un numero assai elevato di vini blasonati e d’eccellenza.

  • Clima

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    • Le guglie svettanti delle Alpi proteggono l’Alto Adige dalle correnti atlantiche più fredde provenienti da Nord, mentre verso Sud il territorio si apre agli influssi mediterranei. Queste caratteristiche orografiche fanno sì che l’escursione termica fra il giorno e la notte sia molto marcata, favorendo una maturazione elegante delle uve.

      Anche sul versante meridionale, diverse catene montuose, come il gruppo dell’Adamello, svolgono una funzione di schermo climatico, ed è per questo che le precipitazioni annuali sono solo un terzo di quelle registrate nelle Prealpi meridionali, mentre l’irraggiamento solare è più elevato. Queste peculiarità climatiche sono molto simili ad altre zone vinicole europee, come il Vallese in Svizzera. 

      In ciascuno dei trecento giorni di sole dell’anno, quando i primi raggi spuntano dietro le montagne a Est di Terlano, il sole è già alto all’orizzonte, poiché tutti i nostri vigneti sono orientati verso Sud e Sudovest. La bassa densità dell’atmosfera fa sì che l’irraggiamento solare diretto sia più intenso, mentre l’irraggiamento diffuso è minore, e questo fattore accentua le differenze fra i pendii soleggiati e quelli in ombra.

      Il microclima di Terlano
      Clima continentale (Cfa secondo la classificazione di Köppen-Geiger)

      Ore di sole: ø 2135/anno
      Temperatura massima: 38,2 °C
      Temperatura media: 12,9 °C
      Temperatura minima: -10,7°C
      Precipitazioni: ø 558 mm/anno
      Irraggiamento globale medio: 150,1 W/m²
      Venti:
      - Föhn da Nord: vento catabatico fresco e asciutto
      - Ora del Garda: vento di valle da Sud, aria risucchiata nella valli alpine dalla Pianura Padana

Schiava Grigia

Premi

  • ViniBuoni d'Italia 2013: 4 stelle

Dati tecnici

  • Gradazione alcolica: 12,5 % vol
  • Zucchero residuo: 2,7 g/l
  • Acidità: 4,6 g/l

Invecchiamento

  • Modalità di conservazione: Conservare in un luogo fresco dotato di temperatura costante e alta umidità, ben ventilato ed esposto il meno possibile alla luce.
  • Temperatura della cantina: 10 - 15 °C
  • Maturità minima: 1 anni
  • Temperatura di servizio: 12 - 14 °C

Bicchiere consigliato

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